Sul nostro territorio vi sono due principali siti di arrampicata.
La falesia di Roure
I soci della nostra sezione Ermanno Rosa e Pons William, insieme a Tiziano Barral e Diego Ferrero hanno aperto alcune vie di arrampicata alla falesia di Roure.
La Val Chisone pur presentando numerose vie lunghe di ampio respiro e di rara bellezza, ha sempre difettato di falesie di fondovalle costituite da monotiri che offrissero un’arrampicata varia ed interessante. La palestra della Pissa (Perosa Argentina) che offre un’ arrampicata essenzialmente su placca molto tecnica, è stata parzialmente abbandonata perché parte delle vie risultava percorribile solo nei periodi di siccità, quando la portata d’acqua della cascata era limitata. Nel territorio di Roure, di fronte alle ben note vie del Bourcet, sulla sinistra idrografica della valle, si ergono numerosi torrioni di gneiss granitoide che già in passato avevano attirato l’attenzione degli arrampicatori locali. In particolare il compianto Giancarlo Baret aveva iniziato ad attrezzare alcuni tiri sul primo torrione che si incontra lasciando la carrareccia. In seguito alcune vie erano state aperte su altri monoliti, compresi alcuni tiri molto impegnativi sul cosiddetto “Cappello del Prete”. Dopo alcuni anni di relativo abbandono, si è deciso di rivalutare l’intero complesso, riequipaggiando o integrando il materiale dove sembrava opportuno e aprendo nuovi settori. Ne risulta una falesia composta al momento da 32 vie, con difficoltà comprese tra il 4° e il 7° grado (alcuni tiri non sono ancora stati liberati), che offre un’arrampicata molto varia, diedri, placche, tetti, spigoli su roccia generalmente ottima. L’accesso è molto comodo e si effettua in pochi minuti, lasciando l’auto al primo tornante, della sterrata che sale alla borgata Chambellier, e seguendo i bolli di vernice gialla. I vari settori sono molto ravvicinati tra di loro e richiedono piccoli spostamenti.
Accesso alle vie
Settore del Dhau
1 | Enrica | 6a | 30 m |
Diedro passo iniziale duro
|
2 | Nido | 5c | 30 m |
Diedro placca
|
3 | Pecore d'irlanda | 6c+ | 15 m |
Muro verticale
|
4 | Susanna | 6a | 24 m |
Placca in aderenza
|
5 | Merchand de vin | 6b | 15 m |
Placca delicata
|
6 | Variante | 6a+ | 12 m |
Tetto
|
7 | Appiglio fragile | 6a+ | 15 m |
Muro verticale
|
8 | La quinta | 5b | 18 m |
Placca tettini
|
Settore del Gimeru
1 | Dolcetto | 5c | 20 m |
Placca in diagonale
|
2 | Barrique | 6b | 15 m |
Tetto
|
3 | Variante | 6a+ | 4 m |
Collegamento
|
4 | Bella li | 6b+ | 15 m |
Muro strapiombante
|
5 | Mani esili | 6c+ | 15 m |
Fessura con strapiombo
|
6 | Ti Di Er Wi | 6a | 15 m |
Diedri e tettini
|
7 | Sorridi | 6a | 15 m |
Placca
|
Settore del Giancarlo
1 | FaCil | 4a | 15 m |
Gradoni
|
2 (L1) | La becco | 6b | 12 m |
Fessura
|
2 (L2) | La becco | 6a | 15 m |
Muro
|
3 | Ghiro | 6a | 20 m |
Passaggi vari
|
4 | Maurilio | 6b | 18 m |
Tetto atletico
|
5 | Giancarlo | 6b+ | 18 m |
Muro a tacchette
|
6 | Wi Er Ti Di | 5c | 18 m |
Muro fessurati
|
7 | Concerto | 6a | 18 m |
Successione di tettini
|
Settore del Cappello del prete
1 | La festa al nebbiolo | 6a+ | 20 m |
Diedro tetto placca
|
1bis | Fa sport | 6b | 20 m |
Placca
|
2 | Chabbro garello | 6a/A0 | 35 m |
Diedro placca (inizio facile)
|
3 | Lucertola | 15 m |
Muro liscio
|
|
4 | Chamois | 15 m |
Placca verticale
|
|
5 | Corbas Nier | 6c+ | 18 m |
Spigolo strapiombante
|
6 | In costruzione | |||
7 | Volpe | 5c | 12 m | Placca fessurata |
8 | La fremmo pago | 6a+ | 18 m | Muro placca |
8 bis | Gli inaffidabili | 6c | 18 m | Muro a tacche |
9 | Orbettino | 6a+ | 18 m | Muro diedro |
10 | Lou Loup | 6a | 18 m |
Spigolo
|
Il settore del Visch
Il settore del Visch si trova nel Vallone della Gleisassa a Grandubbione, per raggiungerlo dall'abitato di Pinasca si seguono le indicazioni per Grandubbione, di fronte alla pista da ballo parte il sentiero che conduce al prato del Visch, le indicazioni sul sentiero le trovate nella descrizione del sentiero dei 7 ponti.
2) Via dei “Jaluc” - 90 metri (4L) - Obbligatorio 5a (max 5c)
(Luigi, Serena, Franco - Autunno 2010)
Dai prati si risale per un pezzo il sentiero del Visch ed al primo tornante si trova la deviazione per l’attacco della via.
Leggermente più difficile il primo tiro (5+) poi, a parte qualche passaggio, gli altri tiri sono sul 4 e 5.
Si può concatenare con la via “La baita di Querino” in quanto dall’ultima sosta si arriva all’attacco dell’altra via attraversando 30 metri in piano a sinistra.
Discesa: dal sentiero del Visch, oppure con doppie sulle soste della via.
3) Via “OrsoGrigioManno” - 90 metri (3L) - Obbligatorio 6a (max 6a)
(Franco, Ermanno, Claudio - Autunno 2010) Dall’attacco della Via dei “Jaluc” proseguire per alcuni metri alla base della parete seguendo la traccia di sentiero fino a trovare l’attacco della via.
Via di difficoltà continua con tre tiri molto estetici. Discesa: dal sentiero del Visch, oppure con doppie sulle soste della via.
4) Via del Coccodrillo - 130 metri (6L) - Obbligatorio 6a+ (max 6c)
(Luigi, Ermanno, Miki, Ezio, Franco, William - Estate 2010) Parte dai prati del Visch leggermente a sinistra dello sperone. Il primo tiro si può utilizzare come monotiro. Via molto varia a tratti strapiombante con passi di 6b.
Discesa: utilizzare il sentiero del Visch per ritornare alla base della parete.
7) Via “Over 50” - 110 metri (5L) - Obbligatorio 6a (max 6b)
(Luigi, Franco, Ermanno, William - Estate 2009) Dai prati del Visch si risale a destra sul sentiero della “Glèiza di Barbèt” per poi deviare a sinistra e raggiungere la base dello spigolo dove inizia la via. Impegnativi i primi due tiri di 6a con passo di 6b, poi più facile. L’ultimo tiro con tratti sullo strapiombo è il più facile nonostante sia molto aereo.
Discesa: utilizzare il sentiero del Visch per ritornare alla base della parete.
9) Via “La Baita di Querino” - 80 metri (3L) - Obbligatorio 4b (max 5)
(Luigi, Serena, Daniele - Autunno 2009, Estate 2010)
Si risale il sentiero del Visch fino a trovare l’indicazione per l’attacco. La via segue l’evidente diedro che porta alla cengia superiore. Si può fare come continuazione della Via dei “Jaluc”.
Discesa: utilizzare il sentiero del Visch di discesa (nota bene: le doppie non sono possibili dall’ultima sosta).
1 - 5 - 6 - 10) Monotiri
A destra della via del Coccodrillo sono stati chiodati due monotiri: Via “Bagnur Meccanico” - 20 metri – 5c e Via “La 347” - 20 metri – 6a.
Per i più piccoli, a sinistra della via del “Jaluc” è presente la Via dei Puffi – 20 metri – 4.